Cos'è il Vino Naturale

Il vino che comunemente chiamiamo “naturale” si fonda su due capisaldi: preservare l’equilibrio dell’ecosistema della vigna e la spontaneità dell’evoluzione in cantina. A oggi non esiste una certificazione e quindi ci possono essere delle sfumature nell’interpretazione del termine, ma in generale ogni produttore e produttrice che si riconosce nel vino naturale segue un metodo agricolo che esclude l’utilizzo di chimica di sintesi, e in cantina non utilizza additivi o processi che correggano in modo invasivo il colore, i profumi e il gusto del vino.

 

Il recente successo vissuto dai vini naturali, col moltiplicarsi di locali e di appassionati in tutto il mondo, non deve portarci a un fraintendimento: il vino naturale non è una nuova moda, è piuttosto la rinascita di una prassi tradizionale, consueta fino agli anni Sessanta e abbandonata con l’avvento dell’agricoltura industriale e dell’enologia moderna.

Allo stesso tempo, chi fa vino naturale oggi, lo fa con conoscenze e strumenti che permettono una consapevolezza del processo non paragonabile a quella di metà Novecento, per cui sarebbe altrettanto sbagliato dire che il vino naturale è come il vino dei nonni.


La rinascita del vino naturale è stata graduale e diffusa, spesso animata da una delusione verso i metodi di produzione industriale.

Tra questi vignaioli c’erano Marcel Lapierre, Max Breton, Jean Foillard, Jean Thévenet, e soprattutto c’era Jules Chauvet, a cui tutti si ispirarono, che vinificava da tempo senza additivi e produceva un vino vivo e vibrante, diverso dal gusto standardizzato diffuso nella regione.

La storia del Beujolais non è l’unica ma è emblematica dell’avanguardia del vino naturale di quegli anni e ha contagiato e incoraggiato altri produttori e altre regioni.

A partire dalla fine degli anni Novanta alcune città hanno intercettato questo filone di produttori e introdotto i loro vini nella ristorazione di qualità.

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